FANTASTIC BESTIARY di Morena Fortino

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Lo spunto per il “Fantastic Bestiary” nasce per caso. Mentre lavoravo ad un progetto di papercutting, con la sagoma vuota di un animale mi feci un selfie con la webcam del computer e fu un’illuminazione. Il caso aveva prodotto un’immagine nell’immagine e, a seconda di dove mettevo a fuoco lo sguardo, notavo il volto o l’animale, un po’ il principio del vaso di Rubin.

Il lavoro successivo è stato trovare un “fil rouge” per imbastire il progetto – e gli animali sono da sempre uno spazio di creatività e di significato, tra zoomorfismo e antropomorfismo – ma soprattutto è stato “guidare il caso”, perché in “Fantastic Bestiary” la differenza tra una foto riuscita e una foto improbabile è spesso questione di un millimetro, di un impercettibile movimento, di un attimo da cogliere al volo: occorre che si incastrino i segni esterni del soggetto ritratto, e i segni invisibili degli animali. Così, un ruga può diventare la curva di una zampa, un neo l’occhio dell’animale, i capelli o la barba una criniera o una coda. L’eccitazione che mi provoca lavorare al “Fantastic Bestiary” è in questo: quando riesco a cogliere quel momento in cui sagoma e volto si incrociano, si fondono, mi sembra di aver provocato una magia. E credo sia proprio questa magia che colpisce chi guarda le foto.

MORENA FORTINO

Sono nata a Battipaglia, dove vivo, nel 1983.
Ho studiato presso l’istituto d’arte F.Menna di Salerno dopodichè ho frequentato una scuola di fotografia a Napoli. 

Ho lavorato da subito come fotografa specializzandomi in ritratti per bambini e dal 2009 faccio papercutting incrociando questa tecnica con la fotografia, da qui è nato il progetto “Fantastic bestiary” a cui mi sto dedicando dal 2013

Ho una vera passione per i gatti ,come si può capire dalle mie foto. Mi incuriosiscono le forme popolari di devozione e superstizione come gli ex-voto, i canivet, le iconografie religiose, così pure il folklore messicano. Ammiro molto artisti quali: Amparo Sard, Elsa Mora, Vivian Maier che sento vicini nella tecnica e nell’immaginario, ma mi attira anche l’outsider art perché vi sono spesso gli artisti che indagano gli aspetti popolari che ho citato prima. 

Vorrei portare il mio “Fantastic Bestiary” in giro per il mondo, non solo viralmente ma proprio fisicamente.

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