Federico Tozzi Editore – Dentro l’Editoria

Incontriamo Federico Tozzi, libraio ed editore di Saluzzo.

 

Chi parla:
di default 2015-07-31 alle 15.44.16Mi chiamo Federico Tozzi e, prima di essere il proprietario di questa casa editrice, sono il titolare della libreria Le Corti (Saluzzo – CN). Questa informazione sta alla base di tutta la nostra storia. Infatti, l’idea di aprire una casa editrice arriva direttamente dalla mia esperienza di libraio, oltreché, chiaramente, dalla mia passione per la letteratura. Ero stanco di dover rispondere ai clienti che il libro che loro cercavano era esaurito, fuori catalogo o semplicemente in Italia non era mai esistito. Era frustrante. E lo era ancora di più quando ti rendevi conto che libri che per te hanno significato qualcosa e che avresti voluto regalare o consigliare erano spariti dal mercato editoriale. Aggiungi che lavorare in una casa editrice è uno di quei sogni che sotto sotto accarezzano tutti i lettori e, così, la decisione di aprirne una è praticamente presa. Volevo dare il mio contributo, volevo pubblicare libri che in Italia non erano mai stati pubblicati e volevo salvare dall’oblio quei libri che avevano la sola colpa di non essere considerati appetibili per il presunto pubblico odierno. Io sono un amante dei classici e ogni giorno in libreria mi confronto con un mondo dove si ragiona sempre più con le regole del mercato (trovare il nuovo bestseller) e sempre meno con quelle della qualità. Non mi sta bene e sono anche convinto che ci siano un sacco di lettori che se potessero scegliere tra un testo di valore e uno assurto alle cronache solo grazie alla pubblicità che è in grado di fare un grande editore sceglierebbero il testo di valore, perché è sempre meglio leggere un bel libro piuttosto che uno famoso.
È partito tutto da qui. Avendo già una libreria ho potuto allargare il perimetro della mia azione piuttosto agevolmente. Per questo credo che l’essere un libraio sia stato fondamentale per la nascita della casa editrice.

Lo stile
Quando ho deciso di lanciarmi in questo progetto una delle cose che avevo ben chiare in mente era che volevo un brand forte, che si riconoscesse e che avesse un suo carattere chiaro. Il lettore doveva sapere cosa avrebbe letto, doveva sapere che se comprava un volume di una mia collana ci avrebbe trovato determinate caratteristiche. Non amo molto le collane “generaliste”, le trovo amorfe. Io vorrei che le mie collane avessero una personalità precisa. Vantaggi e svantaggi inclusi. Il primo passo in questo senso è stato contattare Cristina Pedratscher. La conoscevo da tempo e ho sempre apprezzato il suo stile fotografico. Ci siamo incontrati e l’ho coinvolta nel progetto. Così sono nate le nostre due collane. È lei che ne ha disegnato lo stile partendo dai nostri colloqui.

Le collane
La prima nata è stata Cecilia. Di solito mi chiedono perché ho dato alle mie collane dei nomi femminili; beh, ero stanco di nomi di animali e di nomi seriosi. Mi piaceva l’idea di usare un nome proprio e pensavo che avrebbe aiutato la collana ad essere più personale. Inoltre voleva essere un omaggio a quella ragazza che si sveglia presto la mattina per andare al lavoro e, mentre aspetta il treno, prende in mano il libro che porta sempre con sé e si immerge nella lettura, e, mentre legge, magari, si sente bruttina e insicura perché è stanca e ancora un po’ assonnata. La nostra prima collana è dedicata a questa ragazza.
Insomma, volevo qualcosa di diverso.
Cecilia è la nostra collana piccola, quello più romantica, caratterizzata da uno stile retrò e dalla scelta di inserire in copertina il disegno della foto che si trova sulla cartolina in omaggio. Il tema delle foto sarà sempre lo stesso, come una specie di filo rosso che lega tutti i volumi: una ragazza che legge; e così tutto torna…
Vorrei che nel suo piccolo diventasse un oggetto da collezione.
Il primo volume che abbiamo pubblicato in Cecilia è stato Versante sud di Keyserling.
Marta, invece, è la collana più trasgressiva, quella più scorretta in cui proporremo i romanzi controversi, quelli che danno da pensare, quelli che non sono pura narrativa ma hanno un pensiero forte di fondo. Abbiamo iniziato ristampando Mare aperto di Strindberg, un volume che non si trovava in libreria dagli anni ottanta. Se ci pensi vuol dire che ci sono per lo meno due generazioni che non hanno praticamente avuto modo di leggerlo. Quest’anno abbiamo pubblicato La confessione di Lúcio di Sá-Carneiro. Anche in questo caso si tratta di un testo praticamente sparito, anzi, a dir la verità, in Italia mai davvero esistito. Mi spiego: noi siamo stati i primi a presentare il romanzo seguendo fedelmente le scelte grafico-stilistiche volute dall’autore. Abbiamo seguito la prima edizione del volume, ripresa anche dall’edizione nazionale portoghese, dando nuova vita ad un testo molto più profondo di come finora era stato giudicato. Leggerlo come voleva l’autore non è solo rispettare filologicamente la sua volontà ma è anche scoprire un inedito dalle molteplici chiavi di lettura. Confesso che ne siamo molto orgogliosi.

Chi? Dove?
Al momento la casa editrice è composta oltre che dal sottoscritto da un gruppo di ragazzi che, come me, amano la letteratura. La prima che ha iniziato a darmi una mano è stata Cristina Levet, che si occupa di bozze ed editing. Subito dopo si è aggiunto Carlo Quaglia che lavora principalmente sull’editing, è suo il merito della nuova edizione de La confessione di Lúcio, e sulle traduzioni. Ci sono poi Samuele Magro, che ci da una mano per la distribuzione, e Alice Laugero, che da quest’anno ha preso il posto di Cristina Pedrastcher come grafica. La copertina del volume di Sá-Carneiro è sua.
Non abbiamo una vera sede. Tieni presente che il tutto viene fatto per passione, non è un lavoro e questo per paradosso ci da la possibilità di essere più liberi nelle scelte che facciamo. La casa editrice vive grazie all’entusiasmo e alla passione di un gruppo di persone. Al momento siamo troppo piccoli per avere una vera sede che non sia la mia libreria. Inoltre internet ha facilitato molto i contatti, il che ci agevola parecchio.
Siamo tutti di Saluzzo (CN) per cui capita che le riunioni si svolgano in un pub o in pizzeria o in giro per strada. Ogni posto va bene per parlare di letteratura. Non siamo gente formale, siamo semplicemente dei sognatori.
Alla base di tutto c’è una semplice regola con cui vengono scelti i libri: devono piacermi. Io li leggo e se mi piacciono li passo a Cristina e Carlo che a loro volta danno il loro giudizio. Se il voto finale è molto buono il testo ci interessa, altrimenti non se ne fa nulla. Pubblichiamo pochi titoli per cui vogliamo fare una forte selezione in modo da avere progressivamente un catalogo di alta qualità. Vorrei che il lettore col tempo iniziasse a fidarsi di noi, che comprasse un nostro volume perché sa che non se ne pentirà, che quel libro, se lo abbiamo pubblicato, è perché merita davvero leggerlo.

Dove trovare i vostri libri?
Da libraio indipendente credo nel rapporto diretto con gli editori, credo che la distribuzione oggi molto spesso non funzioni o funzioni decisamente male. Per questo motivo, a cui si somma l’ovvia realtà che obbliga le piccole case editrici a percorsi alternativi, la prima cosa che ho fatto è stata contattare delle librerie per proporre loro dei depositi dei nostri volumi. Sul nostro blog e sulla nostra pagina facebook alla voce “La nave dei folli” potete trovare la lista delle librerie con cui siamo in contatto diretto, che dovrebbero avere disponibili i nostri volumi o per lo meno poterveli fornire a stretto giro di posta. L’idea di andare contro corrente e trovare soluzioni di distribuzione alternative ci ha portato ad aderire al progetto Booklet: un nuovo modo di pensare i rapporti tra editore e libraio: decisamente vantaggioso per il libraio e molto utile per gli editori che in questo modo possono raggiungere librerie che finora gli erano precluse. Io personalmente credo molto in questo progetto e spero che col tempo sempre più editori e librai aderiscano: più vasta sarà l’offerta e più forte sarà l’intera filiera indipendente. Per cui tutte le librerie che sono interessate ai nostri volumi possono contattare Manolo di Booklet e richiedere a lui informazioni su come collaborare.
Il terzo modo per trovarci è tramite i bookstore online: siamo in vendita su ibs.it e su amazon. Non sempre tutti i volumi sono immediatamente disponibili ma so per esperienza che i tempi di attesa sono tutto sommato brevi.
So che al momento siamo quasi invisibili ma sono convinto della bontà della nostra proposta e sono sicuro che, se riusciremo a continuare su questa strada, progressivamente avremo maggiore visibilità e, di conseguenza, sarà più facile trovarci sugli scaffali delle vostre librerie preferite. Siamo testardi, per cui è solo questione di tempo.

Il libro che proponete:
La confessione di Lúcio di Mário de Sá-Carneiro
di default 2015-07-31 alle 15.29.57La confessione di Lúcio è la nostra ultima uscita. Come dicevo in precedenza, ne siamo molto orgogliosi per via del lavoro di editing e ricostruzione che è stato fatto. Sá-Carneiro era un caro amico di Pessoa, con lui fondò la rivista Orpheu e con lui ebbe una fitta corrispondenza che terminò poco prima del suo suicidio. Sá-Carneiro, infatti, pone fine alla sua vita il 26 aprile del 1916 a poco meno di un mese dal suo ventiseiesimo compleanno. Le ultime poesie che compone, e che spedisce proprio a Pessoa, sono state incluse in appendice. La confessione, il suo unico romanzo, è a prima vista un mistery: la storia di un triangolo d’amore tra Lúcio, il protagonista che racconta in prima persona la sua versione dei fatti, Ricardo, l’amico, e Marta, la moglie di Ricardo.
Eppure questa storia d’amore e tradimento ha un fondo nascosto molto più profondo di quanto appaia a una prima lettura. Non voglio svelarvi nulla, ma vorrei consigliare al lettore, una volta terminato il romanzo, di rileggerlo e chiedersi se il narratore, Lúcio, sia davvero affidabile. E se mentisse? I lettori, così come gli spettatori al cinema, tendono molto spesso a credere a ciò che gli viene raccontato, danno fiducia al narratore ma non sempre quest’ultimo si rivela affidabile. Sá-Carneiro costruisce un testo ove, all’idea di doppio, si somma un continuo gioco di specchi che trasformano ogni volta la realtà in mera apparenza e la verità in qualcosa di sfuggente, che si fatica ad afferrare per via dei depistaggi continui. È un testo a più chiavi di lettura che l’autore volutamente struttura senza fornire una risposta certa. La sessualità, il dramma di accettare se stessi, la figura inconoscibile di Marta, sono tutti argomenti che vagano tra le righe come fantasmi che appaiono per un attimo prima di sfuggire di nuovo dalle mani del lettore. La verità è che La confessione di Lúcio è un testo molto più intimo e straziante di quanto sia stato giudicato finora. Dategli un’occasione e scoprirete come un testo del 1916 possa ancora essere incredibilmente attuale e ammaliante.

La quarta di copertina:
Pubblicato per la prima volta in un’edizione italiana che tiene conto dello stile grafico-stilistico progettato dall’autore, La confessione di Lúcio è un testo stratificato che si delinea come un classico noir: un triangolo d’amore impossibile, una donna fatale, un omicidio e un colpevole. Ma sin dall’inizio ci si rende conto che la vicenda è solamente apparenza. È un simulacro che nasconde una seconda ammissione, molto più profonda, che germina a contatto con le riflessioni delle avanguardie che, nella Parigi di inizio Novecento, svelano la complessità dell’Io e la sua non unicità. Il doppio che spezza, frantuma e oltrepassa l’individualità è l’inizio di un processo che va a intercettare l’inconscio per riportarlo a galla, fino a obbligare il protagonista a confrontarsi con la propria sessualità. Il romanzo è il resoconto fedele di un delitto e di un’espiazione, che a ogni approccio propone una visione diversa: ammaliante e conturbante, onirica e disperata, sempre in bilico tra l’inconfessabile verità e la necessaria menzogna. La confessione di Lúcio è il trauma di accettare se stessi.

La bio dell’autore:
Mário de Sá-Carneiro (Lisbona, 19 maggio 1890 – Parigi, 26 aprile 1916) è oggi considerato una figura chiave del modernismo portoghese. La sua opera unisce la decadenza del simbolismo con la radicalità delle avanguardie europee. Poeta, prosatore e drammaturgo, Sá-Carneiro fu uno dei più importanti ideatori, insieme all’amico Fernando Pessoa e a José de Almada-Negreiros, della rivista letteraria portoghese Orpheu. Del profondo rapporto che lo legò a Fernando Pessoa è testimonianza l’intenso scambio epistolare, iniziato nell’ottobre del 1912 e protrattosi fino a una settimana prima del suicidio di Sá-Carneiro in un albergo parigino, a soli venticinque anni.

I dati del volume:
La confessione di Lúcio di Mário de Sá-Carneiro
collana: Marta pag: 192 euro: 15,00

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