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Glossario per illustratori – C come CORREZIONE

Le correzioni in illustrazione hanno un’origine antichissima e posto interrogativi e dilemmi profondi alle menti più intelligenti della storia.

Il primo tentativo noto di misurazione della velocità di un rifacimento lo si deve probabilmente a Platone che mise all’interno di una grotta un cliente in modo che non potesse vedere l’ingresso della caverna e da fuori un illustratore agitava delle sagome che proiettavano ombre nella parete in fondo. Visibili perfettamente dal cliente.
Il cliente così sia pur non vedendo le sagome era in grado di correggere la loro esecuzione, espressione e fattura, talvolta pure ad occhi chiusi e con velocità che parevano istantanee.
Platone non aveva i mezzi matematici moderni per poter codificare una legge che spiegasse la cosa ma in un addendum al suo Simposio afferma che “la correzione è nella natura del cliente qualunque sia la sua origine e caratteristica e trascende la sua logica e il suo spirito e il suo stesso volere”

Nel III secolo a.C. Eratostene di Cirene mise un illustrazione dentro ad un pozzo che si trovava ad Assuan nell’antico Egitto e un cliente ad Alessandria e nello stesso giorno il cliente solo grazie alla posizione del sole riuscì a dare delle correzioni sull’illustrazione che si trovava a circa ottocento km dal cliente.
da questo derivò con un’approssimazione stupefacente la prima legge del cliente che recita:
“non importa a quale distanza si trovi l’illustrazione! Il cliente riuscirà sempre a correggerla in misura inversamente proporzionale al quadrato della distanza!”

Galileo Galieli non soddisfatto delle misurazioni di Eratostene tuttavia sperimentò con tecniche più approfondite e nel 1605 si recò di notte su una montagna nell’Appennino sopra Pisa con un cliente. Nella collina di fronte ad un segnale convenuto con una lanterna, un’assistente scoprì un’illustrazione e il cliente riuscì a dettare le sue correzioni ad una velocità prossima a quella della luce.
L’esperimento fu ripetuto poi con l’illustrazione legata ad un aquilone, lanciata da una torre e infine legata ad una palla di cannone lanciata con una catapulta.
Da qui la seconda legge del cliente che recita:
“Il cliente darà le sue correzioni dell’illustrazione sempre alla stessa velocità nell’universo indipendentemente dal moto relativo o assoluto dell’illustrazione!”

15417726_978605015605027_1130529962_oIn tempi più recenti il fisico tedesco Heisenberg nel 1928 a seguito dei suoi studi sull’indeterminazione nella fisica quantistica stabilì in modo incontrovertibile che non si può stabilire con sufficiente precisione dove si trovi una correzione ad un’illustrazione prima di mostrarla al cliente né dove si trovi un cliente a cui è possibile vendere un’illustrazione prima creare un’illustrazione da correggere. Inoltre si è stabilito una volte per tutte che il solo atto di guardare un’illustrazione da parte di un cliente genera una correzione.

Quello che per un illustratore però ancora oggi rimane l’insegnamento fondamentale sono le riflessioni sul metodo matematico di Cartesio che attorno al 1620 stabilì l’importanza del dubbio metodico in illustrazione. Il dubbio di aver fatto bene un’illustrazione per Cartesio è definito come via alla verità, alla certezza, al sapere. Cartesio dubita di tutto ciò che gli è stato inculcato o di cui ha tratto esperienza nell’intento di ricostruire il suo sapere con ordine, con metodo: “Sospende l’assenso” a ogni ok si stampi. Dubita di tutto perchè nulla si sottrae al dubbio: “sicuro che il cliente non me lo farà correggere?” Da questa universalità del dubbio fa derivare la prima certezza razionale meglio conosciuta come terza legge del cliente che recita:
“il cliente non è un’insieme finito né prevedibile di correzioni logiche ma un’insieme caotico e non prevedibile di correzioni irrazionali”.

Gli esperti oggigiorno sono concordi nell’affermare che i teoremi e la conoscenza attuale della matematica del novecento non sia ancora in grado di andare più a fondo nell’indagare in modo esaustivo i fenomeni che legano le correzioni ai clienti e dovremo attendere la definizione di leggi matematiche più efficienti che raggiungeremo forse con i computer quantistici nel prossimo secolo.

 

Athos

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