glossario per illustratori: I come ISPIRAZIONE

Spiegare l’ispirazione è semplice:
Si prende un illustratore.
Facciamo che tu sei un illustratore.
Si prende un foglio bianco.
Oppure si apre un documento bianco.
Si attende l’ispirazione.
Essa non arriva
Ci si commisera,
Si impreca
Si sputa
Si riflette su tutta la nostra esistenza
Si pensa a dove abbiamo lasciato le caramelle avanzate la scorsa settimana.
Si sfogliano le offerte di lavoro
Si telefona a qualche ex fidanzata in cerca di consiglio
Trenta minuti su facebook
Un po’ su youtube
Un caffè
Una merendina all’olio di palma
Si guarda l’orologio
Ecco.
La scienza deve ancora dimostrare il meccanismo ma a cinque minuti dalla consegna l’ispirazione arriva.
Occorre essenzialmente e solo avere un orologio difronte.
Poi in omaggio alla teoria della relatività generale l’illustratore raggiunge una velocità prossima a quella della luce.
Di conseguenza il tempo per il resto del pianeta rallenta sensibilmente.
In quei cinque minuti l’illustratore arriva alla definizione dell’idea, la bozza a matita, la matita finale, l’inchiostrazione, il colore, i ritocchi e gli effetti speciali.
E ha pure il coraggio di sprecare gli ultimi trenta secondi per andare in bagno…
L’illustratore esce dall’iperspazio assieme alla sua illustrazione con una percentuale di adrenalina nel sangue normalmente letale ma lui è abituato.
Appena la mail con il lavoro viene inviata l’illustratore torna allo stato di crisalide e si iberna spontaneamente in modo da non far dissipare le ultime energie in circolo per il prossimo lavoro.
Nei trenta minuti successivi perderà l’uso della vista
Della parola.
Del ragionamento logico.
E diventa incapace di distinguere un’illustrazione di Mattotti da una di Tony Wolf.
Dopo una notte di riposo recupererà in parte la capacità cognitiva quel tanto che basta per andare avanti ma non in grado sufficiente per fargli cambiare lavoro.
Purtroppo.
Se tenete ad un illustratore e magari convivete con lui, se lo ritrovate in questo stadio copritelo con un plaid e non fate caso alla bocca aperta e allo sguardo vitreo.
Ha semplicemente consegnato un lavoro.
E se dovete fargli un regalo regalategli un orologio da tavolo
E magari lo mettete pure cinque minuti avanti.


Athos

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