Le nostre storie: “Eccoci” (ai senza tetto) – (di Marco Cinque)


di Marco Cinque

Un viaggio a perdere
senza radice alcuna
e minacce di pioggia

tra pareti di stracci
freddo fino alle ossa
sulla pelle asfalto bollente
un fiume disumano 
ch’esonda
in volti sprecati di bestemmia,

 

eccoci, dietro i buchi
delle vostre tasche piene
dentro l’ululato

delle nostre pance vuote
eccoci, abusivi
sulla nostra terra, sfrattati
sfruttati nelle nostre
città di galera
nei recinti costruiti
fin dentro la testa

eccoci, siamo
la cattiva coscienza
il pessimo esempio
la nefandezza
insultati, presi a calci

passatempo per gente perbene
siamo fuori dal pil, eccoci

fuori dalla borsa dal business
dai circuiti vendi-compra compra-vendi
avanzi di fine mercato,
frutta marcia

marcita sui marciapiedi,
merce scaduta
avariata in discariche di falliti
dalla dignità calpestata
stuprata lapidata assassinata
sotto un’orda d’arrivismo globale

e suoniamo le nostre
note di merda su questo cesso di pentagramma

ascoltateci, ascoltate la nostra
musica nauseabonda,
ritmo mefitico / registrate
la nostra voce sconfitta
scattateci foto da primo premio

ultimi degli ultimi, una lacrima
che non s’asciugherà mai

dormiamo in sogni di vomito
e in pozze di piscio marcito
siamo l’effetto collaterale
di un farmaco
chiam
ato umanità
le mutande sporche
del benessere
i fazzoletti usati
 della civiltà
eccoci.

 

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