Sette domande a PAOLA PAGANO

Sette domande a Paola Pagano per capire meglio il suo stile frizzante, naïf, melanconico e agrodolce 😉 

A che età e cos’era il primo disegno che ti ha fatto dire “wow! voglio disegnare!” ?

Da quando avevo 4 anni, mio nonno mi disegnava gli animali della foresta da colorare, lui ha un modo di disegnare squisitamente classico ed io l’osservavo sempre affascinata. A 8 anni avevo disegnato la replica di un drago cinese in legno dipinto che ci era stato regalato da un collega di mio padre sul muro della mia stanza con i pennarelli. Non so se c’è stato un momento esatto in cui mi sono detta “Voglio disegnare”, ma credo che una parte di me lo ha sempre silenziosamente (e a volte nemmeno troppo silenziosamente) saputo.

Il tuo rapporto con l’illustrazione: quando, come, perché.

Il mio rapporto con l’illustrazione come mestiere è stato meno immediato. Ãˆ passato prima per il teatro: ho sempre amato molto il teatro e dopo la maturità mi sono iscritta ad architettura con l’intento di trovare una strada verso la scenografia teatrale. Poi però sono rimasta folgorata dell’illustrazione, ma anche lì ho faticato a trovare una strada diretta, così alla fine dell’università ho cominciato a lavorare come graphic designer, tutt’oggi faccio anche grafica, ma una volta quando ancora non avevo deciso se lanciarmi nell’illustrazione un Art Director mi ha detto â€œPreferisci lavorare per essere un buon designer o essere quello che dal tuo portfolio traspare e quello che effettivamente sei: un’illustratrice?” Credo che in quel momento ho capito che in realtà non avevo scelta.

C’è un illustratore o un artista che ti ha particolarmente influenzato o che rappresenta per te una “guida”?

Da un pò di anni a questa parte, dopo aver fatto un Residency con Victor Koen alla School of Visual Arts in NYC, lo considero una guida. Abbiamo modalità di lavoro e stili molto diversi ma Viktor mi ha sempre dato consigli ottimi e mi ha sempre incoraggiato a fare meglio e a non smettere di lavorare. Sicuramente mi ha anche un po’ influenzato, come anche mi hanno ispirato ed influenzato Toulouse-Lautrec, Picasso, Matisse, Magritte, Egon Schiele, Jon Klassen, Lisel Jane Ashlock, Orla Kiely, Ester Aarts e molti altri   

Tra gli illustratori contemporanei quali sono quelli che ami di più?

Mi piacciono molto Mattotti, Ester Aarts, Anna Raff, Brian Britigan, Giordano Poloni, Zosia Dzierzawska, Lisel Jane Ashlock, Aaron Meshon, Toni Ungerer

Se tu potessi dare un consiglio al te stesso di 10 anni fa, cosa ti diresti?

Credo che gli direi di non avere così tanta paura di fallire.

Potendo partecipare ad un workshop “a tu per tu” con un grande artista del passato, chi sceglieresti e perché?

Artemisia Gentileschi. Perché credo che abbia avuto una prospettiva ed un’esperienza che nessun altro artista o individuo può mai aver avuto. Donna, artista in un’epoca in cui essere entrambe era pressoché impossibile. 

Cinque aggettivi per descrivere il tuo stile.

Lunatico, vivace, naïf, melanconico, agrodolce.

 

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